FORSE E' BELLO ANCORA VIVERE...E SBAGLIARE

 

 

Uscendo da Sid, mi sono rimesso in viaggio. La direzione era verso il ''mare serbo''. Ma a quale diario di viaggio ispirarsi per arrivare alle gole del Dunav?Certamente non al ''Danubio'' del ''cerchiobottista'' mitteleuropeo Claudio Magris, ma bensi' a quello di Peter Handke di ''Un viaggio d'inverno ai fiumi Danubio, Sava, Morava e Drina, ovvero giustizia per la Serbia''. A differenza del sottoscritto, il piu' grande scrittore contemporaneo di lingua tedesca (alla faccia di Herta Muller...) ha viaggiato a piedi in Jugoslavia '' A piedi e' l'unico modo giusto di viaggiare''. E' questa la differenza tra un turista e un viaggiatore?

Sarebbe troppo lungo elencare l'azione meritoria di Peter Hanke verso la Jugoslavia e verso il popolo serbo, ma la ''liberta' di pensiero'' sempre vantata dalle democrazie (borghesi) e' garantita solo ai seguaci del ''pensiero unico''.

A questo proposito Peter Handke e' stato soggetto di un violento attacco di stampa anche da parte del quotidiano tedesco ''Frankfurrter Allgemeine Zeitung'' per aver devoluto meta' degli incassi di una sua piece teatrale per la causa intentata dalle vittime del bombardamento, da parte di due aerei caccia della NATO, del ponte sul fiume Morava di Varvarin (il 30 maggio 1999) che causo' la morte di dieci persone e di oltre quaranta feriti. ''La NATO ammise l'attacco e l'errore, dicendo che si trattava di un obiettivo legittimo!'' (tratto dal saggio di Gianni Viola con il contributo di Ivan Pavicevac ''Il soave profumo dell'imperialismo''), nonostante che il ponte sulla Morava non fosse mai stato attraversato da nessun soldato e sul territorio della citta' di Varvarin non fosse insediata nessuna base militare!

Obiettivo legittimo per la NATO fu anche il ciclista assassinato da un altro bombardamento di caccia della NATO, mentre stava percorrendo un altro ponte sul fiume Morava nella localita' di Trstenik, il giorno 30 aprile 1999? (sempre riportata dalla stessa fonte prima citata)

Non ci sara' poi nel 2003 nessun risarcimento con sentenza finale da parte della Corte Costituzionale Tedesca dalla causa intentata, grazie all'aiuto di una ONG tedesca, dei sopravvissuti e dei familiari che avevano parenti assassinati su quel ponte (madre di Sania Milenkovic che aveva solo quindici anni),  con la motivazione ''che il diritto internazionale non prevede risarcimenti per individui in caso di violazione del diritto umanitario, solo gli altri stati possono pretenderli da altri stati''.

Soltanto quindi un governo serbo potrebbe dare giustizia alla madre di Sania Milenkovic e di tutte le altre vittime intentando una causa presso la ''Corte Internazionale di Giustizia'', ma non sarei molto ottimista che proceda in questo senso l'attuale governo di Aleksandar Vucic...

Perdonatemi se ritorno su Srebrenica, ma non posso trascrivere lo straordinario commento di Peter Handke sulle ''prezzolate''  madri di Srebrenica: ''quelle organizzate ed attivate come orologi a carica ad uso e consumo della opinione pubblica occidentale''.

Alla fine della lunga e monotona marcia, piu' che corsa, bella e' la visione di Belgrado, percorro il lungo ponte sulla Sava, alla confluenza con il Dunav,

Attraversando Begrado, la mia autoradio si sintonizza su Radio B92 (nome scelto per ricalcare quello dei bombardieri statunitensi...) fondata dal ''destabiizzatore di stati sovrani'' il faccendiere yankeeungherese George Soros, autoparlante del ''golpe fascista'' dell' ottobre 2001 contro Slobodan Milosevic.

Per saperne di piu' su questa radio, diventata pure televisione (sic), mi permetto di consigliarvi la lettura dell'ultimo eccellente report di Fulvio Grimaldi.

Aggiungerei solo che ''l'indipendente''...radio B92 e' oggi sotto il controllo dei gringos tramite la societa' ''Media Development Loan Fund''.

''Non e' il tempo a mancarci, ma siamo noi a mancare il tempo'' (Enrico Ghezzi docet) non mi permette  di fermarmi nella citta' di Pozarevac, citta' natale di Slobodan Milosevic. Nel corso degli anni, ho portato diverse volte doveroso omaggio al suo sepolcro, posto in un museo etnografico della stessa citta' (80 km da Belgrado), annotando nell'ultima visita che sulla lastra di marmo bianco si e' aggiunta la data di nascita della moglie Mirjana Markovic, figlia di partigiana e partorita in montagna, ancora esule con il figlio in Russia. Un burbero custode-giardiniere, guardandomi sempre con aria di sospetto, giustificato anche perche' il sepolcro e' stato profanato, vigila e permette al visitatore di accedere dove e' sepolto il ''Presidente'' (anche gli avversari e i ''nemici'' nel carcere di Scheveningen lo chiamavano con profondo rispetto ''Il Presidente'' come ricorda Aldo Bernardini).

Non sempre il burbero custode giardiniere e' presente e soltanto grazie a un ragazzino, che indossava la maglia numero 10 della nazionale calcistica serba, che ando' a cercarlo, l'utima volta scrissi sul grande quaderno posto appena passato il cancello: " Presidente, la guerra non l'hanno ancora vinta....''

 

                                                                                                                                                                        continua...

Stefano Valsecchi

" PER QUANTO HANNO FRUGATO E CERCATO NELLE MIE TASCHE NON HANNO TROVATO UN SOLO DOLLARO, NE' SUI MIEI VESTITI UNA SOLA TRACCIA DI SANGUE...''

''PRESIDENTE'' SLOBODAN MILOSEVIC